• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Logo P&S Homepage

Professione e solidarietà

  • Home
  • Chi siamo
    • Consiglio direttivo
    • Responsabili regionali
  • Blog
    • Professione psicologo
    • Cultura e società
    • Politica Professionale
    • Scuole di psicoterapia
    • Come fare per…
    • Elezioni regionali ordine psicologi
  • Politiche attive
    • La guida di avvio alla professione
    • Ecm psicologi
    • Mappa delle strutture per il tirocinio delle scuole di psicoterapia
    • Mappa delle scuole di psicoterapia in Italia
    • Annunci di lavoro per psicologi
    • Norme e linee guida
  • Elezioni Ordini
  • Elezioni ENPAP 2025-2029
    • CDA
    • CIG Nord
    • CIG Centro
    • CIG Sud e Isole
  • Iscriviti
  • Convenzioni
  • Newsletter
  • Donazioni
  • Contatti
Home » Approfondimenti » Politica Professionale » IL CNOP E LA PAS,TRA SANITARIZZAZIONE NEGAZIONE E SPOSTAMENTO

IL CNOP E LA PAS,TRA SANITARIZZAZIONE NEGAZIONE E SPOSTAMENTO

12/10/2026 scritto da Jessica Ciofi

Il 18 giugno il Ministro Nordio afferma che non c’è alcuno spazio per l’alienazione parentale, teoria antiscientifica che crea danni e fa un appello a dare contributi in merito.

Il CNOP, sentendosi giustamente chiamato in causa, invia il suo contributo. Fino a qui tutto bene.

Ma quali sono i contenuti del contributo che viene specificato essere in nome della comunità scientifica sul tema?

Invece di offrire un contributo tecnico improntato alla neutralità scientifica e alla complessità della psicologia giuridica, la massima istituzione di rappresentanza degli psicologi italiani ha depositato un documento fortemente ideologizzato.

Se da un lato il testo ribadisce un dato condiviso dalla comunità scientifica internazionale, siamo tutti concordi nel dire che la PAS non costituisce una sindrome nosografica codificata, dall’altro compie un cortocircuito logico e concettuale: liquida ogni condotta di rifiuto del genitore come un “costrutto che opera contro le donne”.

Opera una generalizzazione e sposta il focus dall’interesse del minore a quello della madre. Spostamento peraltro avvalorato dal fatto che ad occuparsi della questione sia la commissione Pari Opportunità e non la commissione di Tutela dei Minori né quella di Psicologia Giuridica come sarebbe stato ovvio pensare.

Sotto il profilo clinico-peritale e della psicologia forense, il documento inviato dal CNOP presenta gravissime aporie metodologiche ed epistemologiche che rischiano di paralizzare la prassi d’indagine nei tribunali.

Anziché spiegare che pur non trattandosi di una sindrome ma di dinamiche relazionali disfunzionali, che nelle CTU si osservano quotidianamente gravissime dinamiche di condizionamento, indottrinamento, denigrazione sistematica e manipolazione affettiva messi in atto da un genitore, madre o padre che sia, ai danni dell’altro, con conseguente rifiuto ingiustificato del minore, riduce tali complessi quadri di patologia relazionale a un mero “strumento d’offesa contro le donne” negando l’evidenza clinica e rischiando nei fatti di privare i minori di tutela.

La logica del CNOP introduce un pericolosissimo automatismo discriminatorio: ogni padre che denuncia la manipolazione dei figli viene marchiato a prescindere come “padre violento”, mentre ogni accusa materna viene elevata a verità dogmatica. Ne esce così disintegrato il principio peritale cardine dell’analisi caso per caso, imponendo una lettura manichea che cancella il figlio come soggetto di diritti e lo riduce a mero strumento di contrapposizione tra adulti.

Questa missiva decreta indirettamente che il supremo interesse del minore sia stare con la madre a prescindere, una posizione che rischia di far compiere alla psicologia giuridica italiana un salto indietro di decenni, smantellando le conquiste della Legge 54/2006 sull’affidamento condiviso e riducendo la tutela del minore a una subordinata del conflitto di genere.

Ma in questa lettera il CNOP va addirittura oltre. Afferma che la firma da parte dello psicologo di provvedimenti o progetti peritali volti alla riunificazione tra genitore e figlio sia un illecito deontologico, come se chi firma un provvedimento così delicato fosse a prescindere un irresponsabile che non ha valutato attentamente la situazione mantenendo una posizione di neutralità prima di ricorrere ad una misura così estrema.

Nella missiva si chiama in causa addirittura l’art. 32 della Costituzione come se la ricongiunzione con un genitore fosse un TSO non tenendo conto del fatto che gli interventi di sostegno e tutela nelle separazioni conflittuali non sono cure sanitarie coatte, bensì disposizioni di protezione civile volte a garantire lo sviluppo armonico della personalità del fanciullo, la tutela del diritto del minore a stabilire un rapporto con entrambi i genitori che trova i suoi fondamenti nella Convenzione di New York del 1989 sui Diritti del Fanciullo, nell’art. 24 della Carta dei diritti fondamentali (c.d Carta di Nizza 2001) e a livello nazionale con la Legge 54/2006 che ha elevato a regola principe della separazione e del divorzio, l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori.

Praticamente ne emerge una comunità scientifica di cui impropriamente il CNOP si erge a rappresentante, fatta di psicologi che se un comportamento non è considerato un disturbo preferisce negarne l’esistenza.

Minacciare lo stop alla formazione o la censura dei corsi aventi ad oggetto le dinamiche di rifiuto genitoriale e l’alienazione relazionale questo sì è in contrasto con un articolo della Costituzione, l’art. 33.

Impedire agli psicologi di studiare e analizzare modelli teorici e clinici, ancorché complessi o dibattuti, significa mortificare la libertà di ricerca e limitare l’autonomia scientifica garantita dagli Artt. 5 e 6 del nostro Codice Deontologico.

Questo comunicato mi chiedo inoltre se non chiami effettivamente in causa anche un altro articolo del nostro Codice Deontologico, l’art. 38 che recita:

nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresenta pubblicamente la professione a qualsiasi titolo, lo psicologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale.

La domanda sorge spontanea: è decoroso per la massima istituzione di categoria presentarsi alle Istituzioni e alla Politica negando l’evidenza dei fenomeni relazionali e squalificando parte della letteratura di settore?

Rappresentare pubblicamente la professione significa tutelare la credibilità di tutta la comunità scientifica, non piegarla a narrative di parte. Delegittimare l’operato di centinaia di colleghi CTU e periti che lavorano con rigore e sofferenza in contesti d’alta conflittualità costituisce a mio avviso una grave lesione del decoro professionale.

Chiediamo con forza che il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ritiri o rettifichi la posizione espressa, e che la trattazione di materie così delicate venga restituita alla competenza esclusiva degli organi tecnici, peritali e scientifici della professione.

La psicologia non può e non deve farsi ideologia. Il faro guida di ogni intervento clinico, peritale e istituzionale deve rimanere unico e insopprimibile: il preminente interesse del minore e la tutela della sua salute psicofisica.

Categoria: Politica Professionale

Jessica Ciofi

Psicologa, Presidente di Professione & Solidarietà, dirigente del MO.P.I. Mi occupo di politica professionale con vari ruoli sin dal 1994 (ben prima della laurea) e di Ecm dal 2004 come consulente di vari provider.


Associati a
Professione & Solidarietà

Crediamo nella partecipazione e nell’utilità della politica professionale. Ri-progettiamo la professione insieme a te!

Associati

Informati
con puntualità e rispetto

Iscriviti alla newsletter di Professione & Solidarietà!

Iscriviti

logo p&s piccolo

Professione & Solidarietà

Sede legale: Loc. Riscaggio 52, 50066 Reggello (Fi)

Tel: 00393476921456

Email: info@professioneesolidarieta.it

Codice Fiscale: 90039540514

Social

  • LinkedIn
  • TikTok
  • Instagram
  • Pagina FB
  • Gruppo FB
  • YouTube

Copyright © 2026

Sito internet realizzato da Vito Maria Cusumano

Privacy policy – Cookie policy