• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Logo P&S Homepage

Professione e solidarietà

  • Home
  • Chi siamo
    • Consiglio direttivo
    • Responsabili regionali
  • Blog
    • Professione psicologo
    • Cultura e società
    • Politica Professionale
    • Scuole di psicoterapia
    • Come fare per…
    • Elezioni regionali ordine psicologi
  • Politiche attive
    • La guida di avvio alla professione
    • Ecm psicologi
    • Mappa delle strutture per il tirocinio delle scuole di psicoterapia
    • Mappa delle scuole di psicoterapia in Italia
    • Annunci di lavoro per psicologi
    • Norme e linee guida
  • Elezioni Ordini
  • Elezioni ENPAP 2025-2029
    • CDA
    • CIG Nord
    • CIG Centro
    • CIG Sud e Isole
  • Iscriviti
  • Convenzioni
  • Newsletter
  • Donazioni
  • Contatti
Home » Approfondimenti » Politica Professionale » LA SEGNALAZIONE COME SCORCIATOIA PER RISOLVERE I CONFLITTI

LA SEGNALAZIONE COME SCORCIATOIA PER RISOLVERE I CONFLITTI

13/03/2026 scritto da Amalia Prunotto

Chi mi conosce, chi ha intercettato nel tempo il mio sentire,  sa che e’ un  mio modo, spesso fastidioso.

E’ il .mio stile, la provocazione.

Perche’ muove, attacca,spesso fa riflettere .

E allora ci provo ancora.

Si è diffusa un’abitudine che merita una riflessione seriafra noi colleghi, che contribuisce a creare fazioni e restituire un’ immagine (e non solo) fragile e divisiva: tirare in ballo l’Ordine degli Psicologi per ogni contrasto, divergenza o presunta scorrettezza che nasce online o nella vita professionale. 

Come se la segnalazione fosse diventata una scorciatoia per risolvere conflitti, zittire colleghi scomodi o regolare conti personali.

È una deriva pericolosa.

L’Ordine degli Psicologi nasce per tutelare la professione e i cittadini, non per trasformarsi in uno strumento di pressione o, peggio, di intimidazione. Quando una discussione, uno scambio,  finisce con un “ti segnalo all’Ordine”, si crea un clima di sospetto che non giova a nessuno: né ai professionisti, né agli utenti, né alla credibilità stessa della categoria.

Segnalare è un atto serio.

 Dovrebbe essere l’ultima strada, non la prima. Dovrebbe intervenire davanti a violazioni deontologiche gravi, comportamenti realmente dannosi, abusi evidenti.

 Non davanti a opinioni diverse, approcci teorici alternativi, strategie comunicative che semplicemente non piacciono.

Creativita’ e idee originali sono banditi,con je accuse di voler cosituire community strumentali o di farsi mera pubblicita’ ( svelando cosi ‘ la potenza delle stesse)

Negli spazi digitali poi, il confine tra dissenso e “scandalo” si è assottigliato. 

Basta un post fuori dalle righe, una frase mal interpretata, una presa di posizione controcorrente, e subito parte la minaccia della segnalazione. Ma il dissenso non è una colpa. La pluralità di pensiero è il motore della crescita scientifica e professionale.

Trasformare l’Ordine in un arbitro di ogni divergenza significa deresponsabilizzarsi. Significa non saper gestire il confronto diretto, non tollerare il conflitto, non accettare che nella professione esistano sensibilità diverse. E, paradossalmente, significa impoverire la cultura psicologica stessa, che dovrebbe essere la prima a saper leggere le dinamiche relazionali senza scivolare nella logica punitiva.

C’è anche un altro rischio: banalizzare la segnalazione. Se tutto diventa motivo di esposto, niente lo è davvero. Le vere violazioni rischiano di perdersi in mezzo a una massa di conflitti personali travestiti da battaglie etiche. E questo danneggia proprio chi avrebbe bisogno di tutela.

Serve maturità professionale. Serve la capacità di distinguere tra ciò che è discutibile e ciò che è realmente scorretto. Serve, soprattutto, il coraggio del confronto diretto: una telefonata, un messaggio privato, un chiarimento tra colleghi prima di evocare procedimenti disciplinari.

Non si tratta di difendere comportamenti sbagliati. Si tratta di restituire alla segnalazione il suo peso specifico. Di usarla quando è necessario, non quando è comodo. Di ricordare che l’Ordine non è un’arma retorica, ma un’istituzione che merita rispetto.

Se vogliamo una professione più solida, dobbiamo cominciare da qui: meno minacce, più dialogo. 

Un comunita’ professionale cresce nel confronto.

Meno esposti usati come clava, più responsabilità personale. 

Ne possiamo guadagnare tutti .

Amalia Prunotto 

Categoria: Politica Professionale

Amalia Prunotto

Psicologa, Psicoterapeuta


Associati a
Professione & Solidarietà

Crediamo nella partecipazione e nell’utilità della politica professionale. Ri-progettiamo la professione insieme a te!

Associati

Informati
con puntualità e rispetto

Iscriviti alla newsletter di Professione & Solidarietà!

Iscriviti

logo p&s piccolo

Professione & Solidarietà

Sede legale: Loc. Riscaggio 52, 50066 Reggello (Fi)

Tel: 00393476921456

Email: info@professioneesolidarieta.it

Codice Fiscale: 90039540514

Social

  • LinkedIn
  • TikTok
  • Instagram
  • Pagina FB
  • Gruppo FB
  • YouTube

Copyright © 2026

Sito internet realizzato da Vito Maria Cusumano

Privacy policy – Cookie policy